Il Realismo Magico di Giovanni Mazza

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sono Giovanni Mazza, nato a Ischia qualche anno fa, proprietario del Semiramis Hotel de Charme.
Mi diletto da sempre a dipingere quadri, ispirandomi alla corrente artistica dei primi del 900 in Italia, il Realismo Magico.

Il termine Realismo magico fu utilizzato per la prima volta nel 1925 dal critico tedesco Franz Roh per descrivere l’insolito realismo, caratterizzato da un tersa e minuziosa resa dei dettagli dall’effetto straniante, dei pittori appartenenti alla corrente classica della Nuova oggettività, che si ispiravano alle correnti italiane del ritorno all’ordine degli anni venti, comeNovecentoValori plastici e la Pittura metafisica di De Chirico[1].

In Italia la sua elaborazione si è dovuta allo scrittore Massimo Bontempelli ed i suoi principali esponenti sono stati Antonio DonghiFelice Casorati e Cagnaccio da San Pietro. Questo movimento rifiutò i risultati delle avanguardie storiche per rifarsi alla tradizione nazionale, prendendo particolare spunto dalla tradizione figurativa della classicitàrinascimentale italiana del Trecento e del Quattrocento. I tratti di questa corrente, soprattutto nei suoi esiti in Italia, sono di una resa della realtà precisa, curata nei particolari e ben definiti nello spazio; lo scenario è immobile, incantato, immerso in una magica sospensione; i personaggi vivono una situazione di classicità assorta e spesso dall’effetto inquietante[2].

Nel Nord Europa il realismo magico si è espresso con istanze di più carica ed intensa drammaticità, come in Christian Schad e nei pittori della Nuova oggettività. In questo senso, il termine Realismo magico viene spesso utilizzato come sinonimo di post-espressionismo o di pittura di Ritorno all’ordine con elementi surreali[1].

Ascrivibili a tale poetica visiva sono anche alcuni pittori americani degli anni trenta, come Ivan AlbrightPaul CadmusGeorge Tooker, influenzati in questo caso anche dalPrecisionismo di Charles Sheeler e Georgia O’Keeffe e dall’opera di Edward Hopper.

In seguito questo termine è stato spesso utilizzato per indicare quei tipi di pittura in cui gli oggetti sono raffigurati con estremo naturalismo, ma che, grazie all’aggiunta di elementisurreali o paradossali, danno alla rappresentazione un effetto sottilmente misterioso, trasmettendo un senso di irrealtà.

Nel mondo anglofono questo termine si è diffuso grazie a una mostra dal titolo “Realisti americani e realisti magici”, tenutasi nel 1943 presso il Museum of Modern Art di New York. Il direttore del museo, Alfred Barr, scrisse che

« il termine Realismo Magico talvolta si riferisce all’opera di pittori che servendosi di una perfetta tecnica realistica cercano di rendere plausibili e convincenti le loro visioni improbabili, oniriche o fantastiche »
(Alfred H. Barr Jr.)
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